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	<title>L'eremo di Mennuia</title>
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	<description>Una ristrutturazione filosofica, ecologica, biologica, naturale</description>
	<pubDate>Sun, 18 Jan 2009 23:20:06 +0000</pubDate>
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		<title>Allaccio ENEL</title>
		<link>http://www.mennuia.com/2008/03/25/allaccio-enel/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2008 20:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Problematiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Allacciamento alla rete elettrica è uno dei problemi da affrontare immediatamente in caso di rustico o casa non collegata all&#8217;ENEL. Sono infatti possibili numerose casistiche e tempi lunghi tali da considerare quello dell&#8217;allaccio alla rete elettrica uno dei primi problemi da affrontare.
Il sito di riferimento è quello dell&#8217;Autorità dell&#8217;energia elettrica e del GAS, all&#8217;interno del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Allacciamento alla rete elettrica</strong> è uno dei problemi da affrontare immediatamente in caso di rustico o casa non collegata all&#8217;ENEL. Sono infatti possibili numerose casistiche e tempi lunghi tali da considerare quello dell&#8217;allaccio alla rete elettrica uno dei primi problemi da affrontare.</p>
<p>Il sito di riferimento è quello dell&#8217;<a href="http://www.autorita.energia.it" target="_blank" title="Autorità energia">Autorità dell&#8217;energia elettrica e del GAS</a>, all&#8217;interno del sito è possibile trovare due documenti:</p>
<ul>
<li>un <a href="http://www.autorita.energia.it/elettricita/index.htm" target="_blank" title="Allacciamento rete elettrica">documento (PDF)</a> che descrive costi e procedure <strong>dell&#8217;allacciamento alla rete elettrica</strong></li>
<li>un <a href="http://www.autorita.energia.it/consumatori/schede/allacciamento_ele.htm" target="_blank">pagina del 2007</a> che oltre a costi e procedure descrive anche una serie di utili esempi</li>
</ul>
<p>Quello che mi preme sottolineare, prima di passare agli esempi, è un passaggio del documento:</p>
<p><span id="more-60"></span></p>
<blockquote><p>7.2 Sono considerate tipologie permanenti particolari le connessioni relative a:</p>
<p>a) installazioni non presidiate in permanenza, situate fuori dagli abitati;</p>
<p>b) insegne luminose e pubblicitarie;</p>
<p>c) impianti di illuminazione di monumenti e simili;</p>
<p>d) impianti di risalita e simili;</p>
<p>e) installazioni mobili e precarie (roulottes e simili);</p>
<p>f) singole costruzioni non abitate in permanenza o comunque non di residenza anagrafica del proprietario (ville, case di caccia, rifugi di montagna e simili) situati oltre 2.000 metri dalla cabina media/bassa tensione di riferimento;</p>
<p>g) costruzioni che non siano raggiungibili con strada percorribile da automezzi o che siano separate dagli impianti di distribuzione esistenti da tratti di mare, di lago o laguna.</p>
</blockquote>
<p>Da notare che la distanza dalla cabina di riferimento (un dato molto importante) viene calcolato:</p>
<blockquote><p>La distanza convenzionale rilevante ai fini del calcolo del contributo di connessione è rilevata su planimetrie contenenti l’ubicazione delle cabine di riferimento. La distanza è misurata in linea retta isometrica dal baricentro della cabina di riferimento fino al punto di prelievo dell’energia elettrica.</p>
</blockquote>
<p>A questo punto il calcolo è semplice, se rientrate in uno dei casi descritti dal documento (ad esempio la strada non arriva in prossimità della vostra casa o la cabina elettrica è a più di 2000 metri) dovete chiamare l&#8217;ENEL e farvi fare un preventivo.<br />Il preventivo valuterà tutti i costi necessari ad allacciarvi al &#8220;palo&#8221; della luce più vicino a voi e voi dovrete prendervi in carico del 70% del costo.</p>
<p>Altrimenti tutto diventa più semplice, prendete la tabella 1 dell&#8217;Allegato B del documento PDF e fate i vostri calcoli, magari prendendo spunto dagli esempi della pagina del 2007.<br />Eccovi comunque un esempio semplicissimo. Se la vostra casa dista 500 metri in linea d&#8217;aria dalla cabina elettrica e volente un contatore da 3Kw, dovrete pagare:</p>
<ul>
<li>quota fissa: 185,22 euro</li>
<li>quota distanza: 92,85 euro ogni 100 metri oltre i primi 200 (quindi 92,85 X 3 = 278,55 euro)</li>
<li>quota potenza: 69,6377 euro per ogni Kw di potenza, a cui va aggiunto un 10% (quindi 69,6377 X 3,3 Kw = 229,80 euro)</li>
<li><strong>Totale finale: 693,57 Euro</strong></li>
</ul>
<p>Tenete infine conto che se la vostra è la casa di residenza dovrete pagare solo la quota dei primi duecento metri, quindi nel caso di cui sopra sono solo <strong>415,02</strong> euro!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come ricostruire un muretto a secco</title>
		<link>http://www.mennuia.com/2008/03/06/come-ricostruire-un-muretto-a-secco/</link>
		<comments>http://www.mennuia.com/2008/03/06/come-ricostruire-un-muretto-a-secco/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2008 04:44:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>

		<category><![CDATA[Il passato]]></category>

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		<description><![CDATA[
Il terreno di Mennuia è terrazzato tipicamente ligure. Come ho scritto in un altro articolo addirittura il bosco di castagni è stato terrazzato in passato per permetterne la coltivazione. Le terrazze sono costruite con muretti a secco, in alcuni punti alti anche più di tre metri a causa della forte pendenza del terreno.



Il tempo e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/muro_a_secco.jpg" rel="lightbox[galleria]" title="Angolo muro a secco crollato"><br />
<img src="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/muro_a_secco.miniatura.jpg" alt="Angolo muro a secco crollato" class="left" /></a>Il terreno di Mennuia è terrazzato tipicamente ligure. Come ho scritto in un altro articolo addirittura il bosco di castagni è stato terrazzato in passato per permetterne la coltivazione. Le terrazze sono costruite con muretti a secco, in alcuni punti alti anche più di tre metri a causa della forte pendenza del terreno.</p>
<p><a href="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/muro_a_secco3.jpg" rel="lightbox[galleria]" title="Muro a secco crollato"><br />
<img src="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/muro_a_secco3.miniatura.jpg" alt="Muro a secco crollato" class="right" /><br />
</a></p>
<p>Il tempo e l&#8217;incuria, però, hanno fatto su che alcuni di questi muretti siano in parte crollati. La ricostruzione di questi muri è difficile e costosa poichè è un lavoro esclusivamente manuale che richiede tempo e fatica e materiale che non si presta all&#8217;industrializzazione, pietre di ogni forma e misura, tipicamente con spacchi &#8220;naturali&#8221;.</p>
<p><span id="more-49"></span>Esistono corsi specifici per la ricostruzione di questi muri. Nella zona delle Cinque Terre (quindi a pochi chilometri da noi) i corsi vengono seguiti da turisti americani in cerca del vero contatto con la natura e le tecniche del passato.<br />
Per cercare di prendere confidenza su come sono costruiti i muri a secco sono riuscito a trovare su internet due documenti (in PDF) molto interessanti:</p>
<ul>
<li>un <a href="www.alpter.net/IMG/pdf/MANUALE-2.pdf">manuale relativo ai muretti a secco dell&#8217;area delle 5 terre</a></li>
<li>un <a href="www.ortofrutticola.it/tesoridalbenga/olivicola/olivicola3.pdf">manuale dei muretti a secco della zona di albenga</a> (riviera di ponente)</li>
</ul>
<p><a href="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/muro_a_secco2.jpg" rel="lightbox[galleria]" title="Muro a secco"><br />
<img src="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/muro_a_secco2.miniatura.jpg" alt="Muro a secco" class="left" /></a>Entrambi i manuali sono un&#8217;ottima base per la conoscenza della tipologia di costruzione dei muretti a secco. Le informazioni in essi contenute permettono di prendere coscienza del perchè di questa particolare tecnologia costruttiva.</p>
<p><a href="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/muro_a_secco4.jpg" rel="lightbox[galleria]" title="Muro a secco in ricostruzione"><img src="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/muro_a_secco4.miniatura.jpg" alt="Muro a secco in ricostruzione" class="right" /></a>In estrema sintesi possiamo osservare che:</p>
<ul>
<li>i muretti a secco avevano la funzione di agevolare la coltivazione, in liguria in particolar modo dell&#8217;ulivo</li>
<li>veniva usata solo pietra locale, ossia la pietra recuperata dalla suddivisione in fasce del versante montuoso</li>
<li>non venivano usati materiali cementizi ma solo pietre, da questo il nome di &#8220;<strong>muretti a secco</strong>&#8220;</li>
<li>la larghezza delle fasce, l&#8217;altezza dei muri, la suddivisione del terreno corrispondono sempre a criteri funzionali, quindi si basano sulla conformazione e pendenza del terreno</li>
<li>la particolarità costruttiva mantiene inalterato il regime delle acque in quanto il muro a secco è facilmente permeabile</li>
</ul>
<p><a href="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/muro_a_secco_finito.jpg" rel="lightbox[galleria]" title="Muro a secco terminato"><img src="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/muro_a_secco_finito.miniatura.jpg" alt="Muro a secco terminato" class="left" /></a>Nonostante sia stata la prima volta che ho provato ad applicare la metodologia ricostruttiva ad un muro di Mennuia posso dirmi soddisfatto. Sicuramente una volta concluso l&#8217;intervento ho capito gli errori commessi ma una ripassata ai fascicoli e più attenzione mi permetteranno la prossima volta di fare un intervento migliore.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Indice di edificabilità</title>
		<link>http://www.mennuia.com/2007/11/21/indice-di-edificabilita/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 06:02:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>

		<category><![CDATA[Sensazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Comprando questo rustico mi sono scontrato per la prima volta con il concetto di &#8220;indice di edificabilità&#8220;. Devo dire che è stato molto istruttivo. Credo che tutti dovrebbero capire meglio cosa significa indice di edificabilità sia in termini tecnici che in termini di controllo e gestione del territorio. Ma anche, fondamentalmente, in termini politici.
L&#8217;indice di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/soldi.miniatura.jpg" alt="Soldi" class="left" />Comprando questo rustico mi sono scontrato per la prima volta con il concetto di &#8220;<strong>indice di edificabilità</strong>&#8220;. Devo dire che è stato molto istruttivo. Credo che tutti dovrebbero capire meglio cosa significa indice di edificabilità sia in termini tecnici che in termini di controllo e gestione del territorio. Ma anche, fondamentalmente, in termini politici.</p>
<p>L&#8217;<strong>indice di edificabilità</strong> è uno dei mezzi che hanno gli urbanisti per definire cosa sarà un pezzo di città o di territorio.<br />
Tecnicamente l&#8217;<strong>indice di edificabilità</strong> non è altro che un numeretto che dice quanti metri cubi fuori terra si possono costruire per ogni metro quadro di terreno. Chiaramente tanto più è alto questo valore quanto più il terreno sarà occupato da volume fuori terra. L&#8217;indice è normalmente indicato in mc/mq ossia &#8220;metri cubi per metro quadro&#8221;, capita di trovarlo indicato anche come mq/mq che invece significa &#8220;metri quadri per metro quadro&#8221;. Facendo un semplice esempio calcolato su un terreno di 10.000 metri quadri:<span id="more-20"></span></p>
<ul>
<li>con un indice di 0,03 mc/mq si possono costruire 300 metri cubi pari a circa 100 mq, tanto per intenderci una villetta (se fosse stato 0,03 mq/mq sarebbe stato possibile costruire 300 mq)</li>
<li>con un indice pari a 1 mc/mq si possono costruire 10.000 metri cubi pari a circa 3.000 metri quadri, ossia un bel condominio di una quarantina di appartamenti</li>
</ul>
<p>E&#8217; chiaro che l&#8217;indice tende ad essere più alto in città e molto più basso in campagna. Senza indice un luogo rurale dovrebbe rimanere tale, con un piccolo indice si da la possibilità di costruire qualche villetta. Con un indice alto si creano vere e proprie urbanizzazioni.<br />
Il paessaggio sarà ben differente solo in base a questo numerino.</p>
<p>Ma perchè parlavo di termini politici?<br />
Perchè un terreno cambia completamente valore con la semplice modifica di questo indice. Perchè il politico ha in mano un oggetto che può modificare completamente il valore di un&#8217;area ma anche modificarne completamente la percezione. E questo succederebbe anche senza arrivare agli estremi presentati da <a href="http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1075536,00.html" title="Report e l'edificabilità a Milano">report sulla RAI</a>.</p>
<p>Mennuia, la piccola località dove è ubicato il rustico, ha attualmente un <strong>indice di edificabilità</strong> di 0,03. Vuol dire che in quest&#8217;area rurale è permessa la costruzione di qualche villetta, diciamo 5 o 6. Con 5 o 6 villette la strada verrebbe sicuramente asfaltata e il posto perderebbe un po&#8217; del suo fascino per acquistare in valore. Ma cosa vorrebbe dire se l&#8217;indice crescesse ancora? Un altro 0,03 vorrebbe dire raddoppiare il numero di villette (teoriche, attualmente c&#8217;è solo il rustico ed una villetta). Ma vorrebbe dire che verremmo effettuati nuovi spianamenti, costruiti altri muri in cemento in sostituzione dei muretti a secco che sono la caratteristica del luogo, della Liguria.</p>
<p>Probabilmente rimarrebbe un bellissimo luogo, ma non sarebbe più Mennuia.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il vecchio di Paggi</title>
		<link>http://www.mennuia.com/2007/11/01/il-vecchio-di-paggi/</link>
		<comments>http://www.mennuia.com/2007/11/01/il-vecchio-di-paggi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Nov 2007 15:30:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Il passato]]></category>

		<category><![CDATA[Sensazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Bellissimo incontro quello di oggi con un vecchio di Paggi, il paesino che è proprio sotto a Mennuia.
Il vecchio si è presentato con un &#8220;buongiorno&#8221; squillante dalla fascia superiore. Io ho alzato lo sguardo e ho visto il suo fagotto su un bastone come usava una volta quando non c&#8217;erano zainetti e marsupi.
Da quest&#8217;incontro tranquillo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/vangogh-contadino.JPG" title="Contadino - Van Gogh" rel="lightbox[galleria]"><img src="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/vangogh-contadino.miniatura.JPG" alt="Contadino - Van Gogh" class="left" /></a>Bellissimo incontro quello di oggi con un vecchio di Paggi, il paesino che è proprio sotto a Mennuia.<br />
Il vecchio si è presentato con un &#8220;buongiorno&#8221; squillante dalla fascia superiore. Io ho alzato lo sguardo e ho visto il suo fagotto su un bastone come usava una volta quando non c&#8217;erano zainetti e marsupi.</p>
<p>Da quest&#8217;incontro tranquillo e piacevole è scaturita tanta della storia dell&#8217;eremo di Mennuia, la storia degli ultimi 60 anni raccontati da chi lì vicino vive da sempre ed ha un tempo scandito proprio da questa storia.</p>
<p><span id="more-38"></span> E&#8217; la storia di una casa di contadini vissuta fino agli anni &#8216;70, è la storia delle 3 mucche e dell&#8217;asino che stavano nella stalla che affianca la casa, in cui una parte era adibita ad <a href="http://www.altavaltrebbia.net/castagne.htm" title="Cos'è un essiccatoio per castagne">essiccatoio per le castagne</a>. Io che non sapevo neanche che le castagne si facevano &#8220;essiccare&#8221; non rendendomi conto che la farina di castagne da qualche parte doveva uscire.</p>
<p>Il latte delle tre mucche, invece, partiva tutte le mattina da Mennuia per raggiungere Settembrin, un posto non lontano se non fosse stato che tutto il tragitto, un paio di chilometri e trecento metri di dislivello, veniva fatto con i contenitori del latte in spalla.</p>
<p>Altra storia, infine, per raccontare ciò che mi ha più colpito, è la storia ultracenteneria della divisione in fasce del lato sud del monte. Anticamente tutto bosco, probabilmente di faggi, venne diviso in due aree, ancora in parte riconoscibili, tutte divise a fasce con muri a secco. Una parte coltivata ad ulivi, dove è ubicato il nostro eremo, ed una parte, poco distante, coltivata a castagni che adesso viene chiamato bosco ma che è ancora un castagneto con i muri a secco.<br />
Certo che le castagne che adesso lasciamo marcire nei boschi una volta erano proprio un bene prezioso! Da coltivare, da raccogliere e da essiccare.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>I cachi</title>
		<link>http://www.mennuia.com/2007/09/30/i-cachi/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Sep 2007 11:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[La natura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mennuia.com/2007/09/30/i-cachi/</guid>
		<description><![CDATA[In questi giorni stiamo raccogliendo i primi cachi maturati sui due alberi presenti proprio davanti a casa.
Uno di questi, quello della foto, è una cascata spettacolare di rami. Se si prova ad andare sotto sembra di essere in una capanna. I rami, colmi di pesanti frutti, arrivano fino a terra.


I frutti maturi sono già dolcissimi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/caco.jpg" title="Albero di cachi" rel="lightbox[galleria]"><img src="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/caco.miniatura.jpg" alt="Albero di cachi" class="left" /></a>In questi giorni stiamo raccogliendo i primi cachi maturati sui due alberi presenti proprio davanti a casa.</p>
<p>Uno di questi, quello della foto, è una cascata spettacolare di rami. Se si prova ad andare sotto sembra di essere in una capanna. I rami, colmi di pesanti frutti, arrivano fino a terra.<br />
<span id="more-35"></span><br />
<a href="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/caco_maturo.jpg" title="Caco maturo" rel="lightbox[galleria]"><img src="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/caco_maturo.miniatura.jpg" alt="Caco maturo" class="right" /></a></p>
<p>I frutti maturi sono già dolcissimi, evidentemente sono di una varietà (cultivar) che è edibile (mangiabile) già colti dall&#8217;albero. Cosa non comune nei cachi che solitamente vanno fatti maturare insieme alle mele (ammezzati) proprio per togliere una fastidiosa &#8220;pastosità&#8221; che li contraddistingue.</p>
<p><a href="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/caco_non_maturo.jpg" title="Caco non maturo" rel="lightbox[galleria]"><img src="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/caco_non_maturo.miniatura.jpg" alt="Caco non maturo" class="left" /></a></p>
<p>Generalmente gli alberi di cachi <a href="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/caco_novembre.jpg" title="Albero di cachi in novembre" rel="lightbox[galleria]"><img src="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/caco_novembre.miniatura.jpg" alt="Albero di cachi in novembre" class="right" /></a>non hanno bisogno di grossi interventi ne&#8217; di potatura ne&#8217; di concimazioni, sono alberi molto resistenti. Questi in particolare sono anni che non vengono toccati eppure producono tantissimi frutti zuccherini.</p>
<p>Per maggiori informazioni sui cachi (o kaki), ecco una rassegna di pagine interessanti:<a href="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/caco1.jpg" title="Albero di cachi a dicembre" rel="lightbox[galleria]"><img src="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/caco1.miniatura.jpg" alt="Albero di cachi a dicembre" class="right" /></a></p>
<ul>
<li><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diospyros_kaki" title="kaki">i kaki su wikipedia</a></li>
<li>i <a href="http://www.metropiante.it/enciclopedia1239/ebenaceae/diospyros_kaki/kaki.html" title="Kaki">kaki</a> sul sito della metro dedicato alle piante</li>
<li>i <a href="http://www.agraria.org/coltivazioniarboree/kaki.htm" title="Kaki">kaki sul sito &#8220;Agraria&#8221;</a></li>
<li>infine l&#8217;<a href="http://www.giardinaggio.it/frutteto/kaki/kaki.asp" title="L'albero di cachi">albero di cachi</a> sul sito giardinaggio.it</li>
</ul>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;albicocco</title>
		<link>http://www.mennuia.com/2007/09/20/lalbicocco/</link>
		<comments>http://www.mennuia.com/2007/09/20/lalbicocco/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Sep 2007 11:04:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[La natura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mennuia.com/2007/09/20/lalbicocco/</guid>
		<description><![CDATA[Oggi abbiamo piantato un albicocca palumella, una varietà di albicocco che matura tra fine giugno e metà luglio e che ci è stata indicata come ideale per Mennuia.
L&#8217;acquisto è stato fatto presso il vivaio Gaggero di Carasco, un vivaio grandissimo ma che ci ha supportato nella scelta e ci ha consigliato come piantarlo.
Con Aurora abbiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/albicocco.jpg" rel="lightbox[galleria]" title="Albicocco"><img src="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/albicocco.miniatura.jpg" alt="Albicocco" class="right" /></a>Oggi abbiamo piantato un <strong>albicocca palumella</strong>, una varietà di albicocco che matura tra fine giugno e metà luglio e che ci è stata indicata come ideale per Mennuia.</p>
<p>L&#8217;acquisto è stato fatto presso il <a href="http://www.gaggerovivai.com" title="Vivaio Gaggero">vivaio Gaggero</a> di Carasco, un vivaio grandissimo ma che ci ha supportato nella scelta e ci ha consigliato come piantarlo.</p>
<p><span id="more-30"></span>Con Aurora abbiamo fatto un grande buco in cui abbiamo versato dello stallattico e inserito l&#8217;alberello.<br />
Nonostante il costo irrisorio (sui 15 euro) l&#8217;alberello era già alto un paio di metri e si presentava davvero in forma, speriamo che riesca a crescere ed a darci buoni frutti.</p>
<p><a href="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/albicocco_fiorito.jpg" rel="lightbox[galleria]" title="Albicocco fiorito"><img src="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/albicocco_fiorito.miniatura.jpg" alt="Albicocco fiorito" class="left" /></a>Anche per questo alberello, oltre alle indicazioni del vivaio, abbiamo fatto un po&#8217; di ricerche su internet e abbiamo trovato buoni consigli su questi siti:</p>
<ul>
<li>ecco l&#8217;<a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;ct=res&amp;cd=1&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.agraria.org%2Fcoltivazioniarboree%2Falbicocco.htm&amp;ei=uHcwR7qNAo6u-ALsuJWSAQ&amp;usg=AFQjCNGHrmY5YowHFhwCWjXh09CpYrS08Q&amp;sig2=xmcBgTGGq46UwPHV9sED_A">albicocco su agraria.org</a></li>
<li><a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;ct=res&amp;cd=2&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.giardinaggio.it%2Ffrutteto%2FAlbicocco%2Falbicocco.asp&amp;ei=uHcwR7qNAo6u-ALsuJWSAQ&amp;usg=AFQjCNEFu_z8AHLedNfoDfXJDuXYbW2-iA&amp;sig2=pGhiHiswAor-CwKvmA-Zug">eccolo invece su giardinaggio.it</a></li>
<li>infine la pagina di <a href="http://www.google.it/url?sa=t&amp;ct=res&amp;cd=5&amp;url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FAlbicocca&amp;ei=uHcwR7qNAo6u-ALsuJWSAQ&amp;usg=AFQjCNF7AaVR59Y1iU1eBjCXkp86m31geA&amp;sig2=sMVAuhJwbtIs7hA3tSW_sw">wikipedia sull&#8217;albicocco</a></li>
</ul>
<blockquote><p>Aggiornamento di febbraio 2008: potete vedere la foto dell&#8217;albicocco fiorito!</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Un intervento intelligente su una casa antica</title>
		<link>http://www.mennuia.com/2007/06/28/un-intervento-intelligente-su-una-casa-antica/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jun 2007 14:12:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>

		<category><![CDATA[Casa biologica]]></category>

		<category><![CDATA[Risparmio energetico]]></category>

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		<description><![CDATA[In una casa antica o vecchia che dir si voglia bisogna partire dal presupposto che sia stata progettata con intelligenza. Infatti pur non essendoci computer e strumentazione moderna c&#8217;era un certo &#8220;fiuto&#8221; e una capacità di progettazione &#8220;manuale&#8221; sicuramente superiore a quella attuale. Forse alla fine si abbondava anche, meglio un muro da 60 che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una casa antica o vecchia che dir si voglia bisogna partire dal presupposto che sia stata progettata con intelligenza. Infatti pur non essendoci computer e strumentazione moderna c&#8217;era un certo &#8220;fiuto&#8221; e una capacità di progettazione &#8220;manuale&#8221; sicuramente superiore a quella attuale. Forse alla fine si abbondava anche, meglio un muro da 60 che da 50 avranno detto gli &#8220;architetti&#8221; di un tempo, ma sicuramente dobbiamo partire dal presupposto che la casa sia stata progettata bene.</p>
<p>Occorre però capire  se ci sono stati avvenimenti che hanno modificato la casa e il suo contesto. Magari una casa che era in pieno sole ha dovuto subire la costruzione di altri manufatti a breve distanza dal lato sud e il sole non ha più fatto capolino. Oppure una strada che ha modificato il fluire delle acque piovane o chissà quale altra possibilità.<span id="more-25"></span></p>
<p>La nostra casa di Mennuia era però in un contesto originale dove le uniche modifiche le ha apportate la natura: alberi, vegetazione sono le uniche cose cambiate.<br />
A questo punto intervenire vuol dire fare uno sforzo per non vanificare le caratteristiche della progettazione originale. Certo che si vorrà un bel bagno in casa, si vorrà avere riscaldamento e luce. Ma una buona progettazione deve cercare di salvaguardare al massimo tutte le caratteristiche positive della casa.</p>
<p>Per fare questo la cosa più difficile è trovare un progettista capace mentalmente di effettuare un intervento di questo tipo. Come sempre in questi interventi è più facile ripartire da zero piuttosto che intervenire sull&#8217;esistente. In più lasciare le cose il più possibile come sono può sembrare poco creativo. Sono invece dell&#8217;idea che in questi casi l&#8217;esercizio sia più difficile, più creativo e possa dare più soddisfazione.</p>
<p>Ieri ho visto la prima bozza di progetto e mi sembra che ci siamo proprio. La casa rimarrà ciò che è sempre stata, con le sue finestre esposte a sud, le sue stanze regolari, la sua intelligente semplicità.<br />
Ma avrà finalmente un bagno (forse due) che prima era esterno, avrà un riscaldamento compatibile con la natura che la circonda. Demoliremo il meno possibile, ricostruiremo il meno possibile, consumando meno energia e quasi sicuramente anche meno soldi.</p>
<p>Con intelligenza!</p>
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		<title>Alcuni buoni consigli sulla casa contadina</title>
		<link>http://www.mennuia.com/2007/06/25/alcuni-buoni-consigli-sulla-casa-contadina/</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Jun 2007 09:38:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>

		<category><![CDATA[Il passato]]></category>

		<category><![CDATA[La natura]]></category>

		<category><![CDATA[Risparmio energetico]]></category>

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		<description><![CDATA[Cercando informazioni su alcuni alberi ho trovato questa pagina della Confederazione Italiana Agricoltori dell&#8217;Abruzzo. La pagina è scarna, senza foto ne&#8217; link ad altre pagine, però da&#8217; piccole informazioni riguardanti l&#8217;apertura di un&#8217;azienda agrituristico in Abruzzo che secondo me sono valide per ogni ristrutturazione di casa contadina.
La pagina è divisa in quattro sezioni:

Principi di restauro
Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cercando informazioni su alcuni alberi ho trovato <a href="http://www.abruzzo.cia.it/turismoverde/casacontadina.htm" title="La casa contadina">questa pagina</a> della Confederazione Italiana Agricoltori dell&#8217;Abruzzo. La pagina è scarna, senza foto ne&#8217; link ad altre pagine, però da&#8217; piccole informazioni riguardanti l&#8217;apertura di un&#8217;azienda agrituristico in Abruzzo che secondo me sono valide per ogni ristrutturazione di casa contadina.</p>
<p>La pagina è divisa in quattro sezioni:</p>
<ul>
<li>Principi di restauro</li>
<li>Il giardino e le aree esterne</li>
<li>Il risparmio energetico e le energie alternative</li>
<li>La bioarchitettura e l&#8217;arredo</li>
</ul>
<p><span id="more-24"></span>Si parla sia dei materiali che del tipo di ristrutturazione, ma anche di come &#8220;addobbare&#8221; il giardino, di ciò di positivo che si può fare, di ciò che invece si integra meno con il verde circostante.</p>
<p>E&#8217; interessante che, oltre al capitolo &#8220;risparmio energetico&#8221;, vengano dati piccoli consigli su come risparmiare ottenendo comunque risultati significativi.</p>
<p>C&#8217;è poi un passo che mi piace particolarmente &#8220;<em>nella sistemazione esterna la parte soggetta a finitura non può superare il 40% della superficie complessiva, che deve avere una significativa presenza di verde</em>&#8220;. Troppo spesso infatti si vedono  ristrutturazioni in cui lo spazio esterno viene &#8220;cementificato&#8221; con pavimentazioni, anche costose, che ricoprono ampie superfici.<br />
E&#8217; vero che è più facile manutenere una pavimentazione in cemento piuttosto che un prato, però è anche vero che queste ampie pavimentazioni riescono a svilire completamente l&#8217;ambiente circostante, urbanizzandolo e snaturandolo.</p>
<p>Come anche scritto nell&#8217;articolo la soluzione migliore è usare pietra locale (non la trovate nei centri commerciali, ma scoprirete che costa meno delle mattonelle in cemento!)  ma soprattutto seminare un prato rustico che ha poca manutenzione ed un effetto verde meraviglioso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Pesco</title>
		<link>http://www.mennuia.com/2007/06/17/pesco/</link>
		<comments>http://www.mennuia.com/2007/06/17/pesco/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Jun 2007 07:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[La natura]]></category>

		<category><![CDATA[Risparmio energetico]]></category>

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		<description><![CDATA[
Questo piccolo pesco è il primo albero che piantiamo a Mennuia. Ci è stato regalato dalla nostra amica Roberta e ha fatto un lungo viaggio dalla Brianza. Avevamo il grande desiderio di piantarlo subito appena rientrati in Liguria, il tempo era piovoso e non siamo riusciti a fare foto durante la posa. Però abbiamo fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/pesco_frutto.jpg" rel="lightbox[galleria]"><img src="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/pesco_frutto.miniatura.jpg" title="Il frutto del Pesco" alt="Il frutto del Pesco" class="left" /></a></p>
<p>Questo piccolo pesco è il primo albero che piantiamo a Mennuia. Ci è stato regalato dalla nostra amica <a href="http://www.estetica-roberta.it">Roberta </a>e ha fatto un lungo viaggio dalla Brianza. Avevamo il grande desiderio di piantarlo subito appena rientrati in Liguria, il tempo era piovoso e non siamo riusciti a fare foto durante la posa. Però abbiamo fatto un bel buco e abbiamo messo a dimora il nostro pesco proprio davanti a casa.<br />
Poi, per motivi vari, abbiamo dovuto aspettare tre settimane periodo nel quale ci chiedevamo come stava il nostro pesco.</p>
<p>Ebbene il pesco sta bene e ha già messo un po&#8217; di foglioline nuove. Adesso è alto 125 centimetri e aspettiamo di vederlo crescere.</p>
<p><span id="more-21"></span>Lo abbiamo piantato davanti a casa per un motivo ben preciso: sarà il nostro condizionatore naturale!<br />
E&#8217; assodato, infatti, che piantare alberi caduci sul lato sud delle case permette un notevole miglioramento del condizionamento estivo. Infatti in estate la parte a sud si troverà all&#8217;ombra dell&#8217;albero rimanendo più fresca e trasmettendo freschezza alla casa. In inverno invece, privo di foglie, il sole potrà comunque scaldare la casa mantenendola ad una temperatura più mite.<br />
<a href="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/pesco.jpg" title="Il pesco" rel="lightbox[galleria]"><img src="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/pesco.miniatura.jpg" title="Pesco" alt="Pesco" class="right" /></a><br />
Ogni tanto proveremo ad aggiornarvi sullo stato del nostro pesco: l&#8217;altezza, gli eventuali frutti (adesso ha un&#8217;unica pesca!), l&#8217;ombra che riuscirà a farci.</p>
<p>Speriamo per il prossimo anno di mangiare le prime pesche naturali!</p>
<p>Infine ecco alcuni link per avere maggiori informazioni sugli alberi di pesche:</p>
<ul>
<li><a href="www.giardinaggio.it/frutteto/pesco/pesco.asp">il pesco su giardinaggio.it</a></li>
<li><a href="http://www.agraria.org/coltivazioniarboree/pesco.htm">l&#8217;albero delle pesche su agraria.org</a></li>
<li>infine ecco <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Prunus_persica">la pagina su wikipedia relativa ai peschi</a></li>
</ul>
<p><a href="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/pesco_fiorito2.jpg" title="Pesco Fiorito" rel="lightbox[galleria]"><img src="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/pesco_fiorito2.miniatura.jpg" alt="Pesco Fiorito" class="left" /></a>Ecco infine, con la nuova primavera, il pesco fiorito!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Una forma perfetta</title>
		<link>http://www.mennuia.com/2007/05/03/una-forma-perfetta/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 May 2007 18:03:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Architettura]]></category>

		<category><![CDATA[Casa biologica]]></category>

		<category><![CDATA[Risparmio energetico]]></category>

		<category><![CDATA[Sensazioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La forma perfetta di cui vorrei parlare non si riferisce al fisico ma alla forma di questa casa. Sicuramente questo è stato uno degli elementi chiave che mi hanno indirizzato all&#8217;acquisto, a me interessava una casa che potesse essere ecologica, biologica, economica ed integrata al paesaggio e in questa casa ho trovato tutti questi elementi. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/piantina-rustico.jpg" rel="lightbox" title="Piantina rustico Mennuia"><img src="http://www.mennuia.com/wp-content/uploads/piantina-rustico.miniatura.jpg" alt="Piantina rustico Mennuia" /></a>La forma perfetta di cui vorrei parlare non si riferisce al fisico ma alla forma di questa casa. Sicuramente questo è stato uno degli elementi chiave che mi hanno indirizzato all&#8217;acquisto, a me interessava una casa che potesse essere ecologica, biologica, economica ed integrata al paesaggio e in questa casa ho trovato tutti questi elementi. Sono certo che un moderno architetto di bioarchitettura non avrebbe potuto fare meglio, anzi consiglio agli architetti di oggi di studiare questa (e tante altre) case di un tempo per comprendere i passaggi che hanno portato alla costruzione di determinate forme.<span id="more-15"></span></p>
<p>Ma vediamo cos&#8217;è che, secondo me, rende questa casa così &#8220;ecologica&#8221;:</p>
<ul>
<li>la posizione, la casa è esposta a sud con ben 9 finestre</li>
<li>la posizione sulla collina, è infatti posizionata in alto ma non sulla cresta dove è presente un forte vento</li>
<li>la struttura interna, orientata tutta a sud, verso nord soltanto scale e corridoio</li>
<li>la fascia di terra davanti, dove sono piantati alberi caduci che permettono di mantenere la casa fresca d&#8217;estate e calda d&#8217;inverno grazie ai raggi del sole</li>
<li>la struttura compatta che limita le dispersioni di calore in inverno</li>
<li>le aperture su più livelli che permettono un agevole ricambio dell&#8217;aria</li>
</ul>
<p>Questi sono i punti principali che mi hanno fatto capire che la casa era stata costruita con un occhio di riguardo verso criteri di eco-architettura (che sicuramente all&#8217;epoca della costruzione non esisteva!) . La bio-architettura invece è data dall&#8217;utilizzo di materiali locali e naturali: pietra, ardesia e legno. Infine l&#8217;integrazione al paesaggio è naturale proprio per l&#8217;uso dei materiali locali.</p>
<p>Consiglio davvero ai moderni architetti di studiare una casa come questa. Di pensare soprattutto che a volte un parallelepipedo regolare può essere bello (e sicuramente funzionale) e che è sicuramente consigliabile rispetto a strutture più articolate (minori dispersioni, minori costi di costruzione, minore impatto ambientale).</p>
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