L’acquisto del rustico di Carasco
Dopo alcune peripezie per ottenere tutta la documentazione finalmente riusciamo ad effettuare l’acquisto del rustico di Mennuia. La casa è accatastata per 209 mq. tra cantine, cisterne e tutto quanto. Una superficie ragguardevole che non è immediatamente identificabile ad occhio.
Le cantine infatti sono ricolme di materiale: legna, damigiane, botti, lattine, gabbie per i polli e chi più ne ha più ne metta. Le cisterne si intuiscono ma non sono accessibili, le stanze interne del primo piano sono anch’esse piene di materiali mentre quelle della mansarda sono un groviglio di pali che serve per puntellare il tetto che, pur essendo ancora in piedi, è in uno stato disastroso.
Esternamente “compriamo” tre aree urbane che in realtà non sono altro che due fascette laterali di pochi metri quadri e la fascia davanti a casa. Nella fascia a levante ci sono 2 limoni e un ulivo, in quella a ponente un piccolo arancio selvatico colmo di frutti asprissimi e immangiabili.
Nella fascia davanti ci sono due ulivi che sembrano in ordine, un caco ormai caduto che tenta ancora di far spuntare qualche foglia. C’è poi una panchina con tavolo costruiti a mano dai vecchi proprietari. La costruzione non è particolarmente bella ma la posizione è stata evidentemente scelta con cura: al fresco sotto l’ulivo e con una bellissima vista davanti.
Il terreno pertinenziale alla casa è di circa 2.200 mq a fasce degradanti messi malissimo. Un incendio del 2005 ha rovinato buona parte degli alberi e l’incuria ha fatto si che i rovi avessero la meglio su qualsiasi altro elemento vegetale.
Mi rendo conto che riuscire a ripulire le fasce dai rovi sarà un lavoro difficilissimo ma mi affascina l’idea di ridare, a ciò che adesso appare un dirupo, la giusta immagine di fasce con muretti a secco con ulivi e ciliegi.
La cura di quest’area non potrà essere la priorità visto i tanti lavori che abbiamo davanti, però c’è la voglia di vedere come quest’area può diventare con un po’ di lavoro.
Ma avremo tempo, speriamo, di vedere queste aree modificarsi e, speriamo, tornare ad essere quelle di un tempo.